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Regolamento Sonde Geotermiche Regione LombardiaMar. 21, 2010

Fonte: Regione Lombardia

Il 6 marzo è entrato in vigore il nuovo e innovativo Regolamento Regionale per l’installazione delle sonde geotermiche che non comportano il prelievo di acqua sotterranea (Regolamento regionale 15 febbraio 2010 – n.7, pubblicato Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia - BURL  - 1° Supplemento Ordinario al n. 9 del 5 marzo 2010, allegato in fondo alla pagina).

Il Regolamento specifica quanto previsto dall’art. 10 della legge regionale 11 dicembre 2006, n. 24 “Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell’ambiente” e persegue l’obiettivo della semplificazione, che costituisce una delle priorità del “Piano per una Lombardia Sostenibile”.

Il nuovo Regolamento muove in stretta coerenza con gli orientamenti generali del Decreto Legislativo n. 22 dell’11 febbraio 2010 “Riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche, a norma dell'articolo 27, comma 28, della legge 23 luglio 2009, n. 99” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2010. (allegato in fondo alla pagina).

Il Decreto Legislativo 22/2010 infatti, all’articolo 10, comma 5, attribuisce alle Regioni competenza ad emanare una apposita disciplina con previsione di procedure semplificate per l’installazione delle sonde geotermiche che scambiano calore con il sottosuolo senza prelievo e reimmissione nel sottosuolo di acque o fluidi geotermici.

La Lombardia, grazie al Regolamento Regionale 7/2010, rende davvero semplice e poco “burocratico” l’installazione delle sonde geotermiche che non comportano il prelievo di acqua sotterranea (meglio definite come “sistemi a circuito chiuso”). Gli impianti vengono distinti in funzione delle profondità che raggiungono e in funzione della loro dimensione.

Per l’installazione di sonde geotermiche che raggiungono una profondità non superiore a 150 metri dal piano campagna e di sonde geotermiche orizzontali, è obbligatoria la sola registrazione dell’impianto al Registro Regionale Sonde Geotermiche

Per l’installazione di sonde geotermiche che superano la profondità di 150 metri dal piano campagna, è invece necessario ottenere preventivamente l’autorizzazione da parte della Provincia competente per il territorio. Anche in questo caso la registrazione dell’impianto al RSG è obbligatoria e deve avvenire, a cura del proprietario, prima della data di apertura del cantiere di perforazione.

Il Regolamento distingue poi le procedure per “piccoli” e “grandi” impianti.

  • I “piccoli impianti”, sono impianti geotermici che hanno una potenza termica e/o frigorifera utile uguale o inferiore a 50 kW;
  • I “grandi impianti”, sono impianti geotermici che hanno una potenza termica e/o frigorifera utile superiore a 50 kW.

Per i “grandi impianti”, sempre utilizzando il Registro Sonde Geotermiche, sarà necessario fornire le informazioni che vengono ottenute attraverso il Ground Response Test, ossia una prova sperimentale che permette di rilevare le proprietà termofisiche di scambio del sottosuolo e di conseguenza di procedere al corretto dimensionamento del campo geotermico.

Per i grandi impianti, nello specifico, è altresì prevista l’esistenza di un adeguato sistema di monitoraggio.

Il Regolamento è corredato da un Allegato tecnico di dettaglio che stabilisce i criteri per la progettazione e la realizzazione degli impianti, fornendo specifiche in relazione ai materiali da utilizzare, alle modalità di perforazione, alla posa delle sonde, alle operazioni di verifica funzionale, al monitoraggio ambientale, agli organi di sicurezza e di controllo, nonché agli aspetti prestazionali degli impianti.

Con decreto dirigenziale saranno indicate le modalità per la gestione e la tenuta del Registro Regionale Sonde Geotermiche (RSG) nonché i modelli di domanda per la richiesta di autorizzazione ai sensi dell’art. 10 del Regolamento Regionale 7/2010.

 

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Corso Geotermia a VeronaMar. 14, 2010

L’associazione Geotermia.Org, in collaborazione con  GREENBUILDING & SOLAREXPO organizza  il corso di formazione professionale 

GEOTERMIA E POMPE DI CALORE
 

Verona mercoledì 5 maggio 2010 ore 9:00 – 18:00

 

Fiera di Verona - Sala Marcello - V.le del Lavoro 8, 37135 Verona

 

Il corso della durata di otto ore si rivolge a ingegneri architetti geologi, geometri, periti, installatori, energy manager, studenti e privati. L’obiettivo della giornata formativa è quello di mettere i professionisti di riferimento nelle condizioni di poter affrontare questa tematica dal punto di vista progettuale, elaborare indicazioni economiche e definire le problematiche di installazione di questo tipo di impianti. È previsto che ogni partecipante riceva il testo “Geotermia e Pompe di Calore – Basta Minchio 2007” oltre a materiale didattico integrativo.

 

Argomenti:
Introduzione agli impianti geotermici
Pompe di calore

Sottosuolo e perforazioni
Sonde geotermiche verticali
Metodi di dimensionamento semplificati
Metodi di dimensionamento analitici
Ground Response
Test
 Scambiatori alternativi
Sonde geotermiche orizzontali
Metodi di dimensionamento
Sistemi a circuito aperto
Acque di falda e di superficie
Normativa di riferimento 

 

Relatori

PhD Ing Fabio Minchio; Dr Rimsky Valvassori; Dr Savino Basta 

 

Informazioni ed iscrizioni

Numero verde 800 984 326 Sig.ra Ferroni (Lun – Ven 9.00 – 12.00 ;  15.00 – 18.00);   
mail   segreteria@geotermia.org

 

Scheda di iscrizione 

 

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Gli USA triplicano il geotermicoFeb. 1, 2010
L’industria geotermica negli Stati Uniti triplicherà nei prossimi anni, arrivando a una capacità installata di 10.000 MW, fornendo così elettricità a 10 milioni di persone in 14 Stati. Lo afferma il rapporto «Us Geothermal Power Production & Development Update» della Geothermal Energy Association (Gea), secondo cui anche dopo questo traguardo il potenziale per la crescita del settore sarà enorme. Attualmente la geotermia è la principale fonte di energia rinnovabile in California, ed è presente in altri 7 Stati per un totale di 3.153 MW. I progetti in corso di sviluppo coinvolgono altri 5 Stati per un totale di 6.443 MW. «L’energia geotermica vivrà nei prossimi anni una crescita senza precedenti. Se finora l’espansione è stata favorita dagli incentivi, ora osserviamo che con lo sviluppo delle nuove tecnologie geotermiche i progetti sono di per sè economicamente convenienti», ha commentato Karl Gawell, direttore esecutivo della Gea. Nel 2009 il numero di progetti avviati è cresciuto del 46%, con un aumento del 33% dell’occupazione, grazie soprattutto agli stanziamenti e alle agevolazioni dell’American Recovery & Reinvestment Act (le nuove norme per il rilancio dell’economia varate dal presidente Obama). Il rapporto della Gea individua 132 progetti geotermici per i quali il governo ha stanziato 342 milioni di dollari. Lo Stato con più progetti, per un totale di 70 milioni di dollari, è il Nevada. Le tecnologie emergenti cui viene dedicata più attenzione sono i «sistemi geotermici avanzati» (Egs) di terza generazione e le coproduzioni «geotermico/idrocarburi», per lo sfruttamento energetico dei fluidi caldi presenti nei giacimenti di petrolio e di gas. Il Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston ha stimato che solo dai sistemi Egs si può ipotizzare una produzione di energia negli Usaper centinaia di migliaia di Mw.

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Palestra di arrampicata a MantovaOct. 14, 2009
E' prevista per i primi di dicembre l'apertura di un nuovo centro sportivo dedicato all'arrampicata alle porte di Mantova, esattamente a Levata di Curtatone a due passi dalla Metro, in Via Guareschi, una traversa di via Caduti sul Lavoro, per chi arriva col navigatore.
Le peculiarità di questo impianto sportivo sono molteplici. Non solo uno dei centri di arrampicata sportiva tra i più grandi d'Italia, ma un ambiente stimolante ricco di attività ed iniziative.
Il centro di arrampicata sportiva MyWall è il primo centro di arrampicata in Italia ad emissioni zero!
Con un fabbisogno di energia primaria inferiore a 5,5 kWh/m3 anno, la palestra rientra in classe A. Questo risultato è stato raggiunto mediante una serie di accorgimenti e di scelte sia di natura edilizia che impiantistica.
Alto isolamento dell'involucro realizzato con pannelli di cemento cellulare autoclavato, finestre termoisolanti, assenza di ponti termici.
I fabbisogni termofrigoriferi dell'edificio sono soddisfatti da un impianto geotermico a sonde verticali da 18 sonde, il più grande della provincia di Mantova. I fabbisogni elettrici invece sono coperti da un impianto fotovoltaico integrato sul tetto dell'edificio.

Il risparmio conseguito in termini di CO2 non emessa ammonta a 48.000 kg/anno.


Grazie a questi accorgimenti il centro MyWall è un centro sportivo autosufficiente dal punto di vista energetico, una novità assoluta nel panorama italiano e un esempio di efficienza a livello internazionale.





Le sale di arrampicata

Con una superficie arrampicabile totale di quasi 1000 mq e più di 5000 prese d'arrampicata, My Wall si pone come centro di arrampicata di assoluto rilievo nel panorama nazionale.
Nella zona arramnpicata sarà sempre presente un istruttore federale F.A.S.I. (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana).
La sala corda sarà alta 15 m, con uno sviluppo delle vie ben oltre i 20 m, con 29 catene e vie di tutte le difficoltà percorribili in completa sicurezza.




L'organizzazione del centro


Il centro MyWall si pone nel panorama italiano come uno dei centri più grandi in cui poter apprendere e praticare l'arrampicata sportiva.
Per questo sone previste due sale di arrampicata:
La sala di arrampicata con corda, con pareti alte fino a 15 m, e vie di più di 20 m di sviluppo, 710 mq di superficie arrampicabile, 3700 prese d'arrampicata di tutte le forme, colri, dimensioni.
La sala di arrampicata boulder, con pareti alte fino a 5 m e cadute protette da un materassone di 60 cm di spessore, 270 mq di superficie arrampicabile, 1500 prese.


Ma all'interno del centro non c'è solo l'arrampicata!


Chi ama praticare le attività all’aria aperta e più in generale il movimento può trovare un ambiente stimolante e ricco di iniziative.






Per questo motivo sono stati previsti numerosi spazi, oltre alle sale di arrampicata:





Un negozio specializzato in articoli sportivi per la montagna e le attività all’aria aperta, gestito da un’azienda leader europea nel settore: Vertical World Sport.






La possibilità di partecipare alle attività di Friends of Arco, agenzia di guide alpine di Arco (TN) specializzata in canyoning, trekking, sci alpinismo, vie ferrate e tante altre opportunità.
Una zona video nella quale saranno proiettati i migliori video di arrampicata e montagna.
Un’area ricreativa in cui non solo potersi rilassare e rifocillare, ma anche relazionare con persone che sono sulla stessa frequenza d’onda, ottenere informazioni, scambiare impressioni.
Due sale fitness nelle quali ci sarà la possibilità di svolgere corsi di ginnastica, arti marziali, e molto altro ancora, per coloro che desiderano un allenamento più generico e rilassato rispetto all’arrampicata.

Una sala wellness in cui si potrà beneficiare di sedute di fisioterapia, shiatsu, osteopatia, consulenze di esperti professionisti nel campo della salute, del benessere, delle terapie tradizionali ed alternative.

L'impegno sociale
Il centro accoglie e promuove iniziative di solidarietà per le popolazioni in difficoltà, e si ripromette di far conoscere ai suoi frequentatori tematiche come il consumo critico, la decrescita, il rispetto dell’ambiente, ecc.

Per informazioni è possibile contattare direttamente il Dr Alberto Molina al numero:


348.74.16.373







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Approvato il modello dell'Agenzia delle Entrate per i lavori di riqualificazione energeticaJun. 14, 2009

Dopo oltre tre mesi dall'approvazione in Consiglio dei Ministri, è approdato in Gazzetta Ufficiale il Dpr n. 59 del 2 aprile 2009 recante il Regolamento che definisce le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici. Si tratta del Regolamento che attua l'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del Dlgs 192/2005, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia. Il Dpr 59/2009, che entrerà in vigore il 25 giugno 2009, è uno dei tre decreti attuativi dei Dlgs 192/2005 e 311/2006; manca ancora, quindi, il DPR in attuazione della lettera c) dell'articolo 4 comma 1, del Dlgs. 192/2005 che fisserà i criteri di accreditamento degli esperti e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica e il Decreto interministeriale (Sviluppo-Ambiente-Infrastrutture), in attuazione dell'articolo 6, comma 9 e dell'articolo 5, comma 1 del Dlgs. 192/2005. che definirà le procedure applicative della certificazione energetica degli edifici e conterrà le Linee guida nazionali.

 

Approfondimenti

 

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Geotermia, sonde geotermiche, ground response testMar. 8, 2009

Il caso dello store è stato presentato ampiamente al workshop dal titolo: “Il calore della terra: una risorsa da valorizzare. Il caso IKEA di Parma e le applicazioni più avanzate della geotermia”, organizzato dall’Agenzia Parma Energia il 6 febbraio.

“In Italia urge una normativa che disciplini le applicazioni delle tecnologie legate alla geotermia.”
E’ questo il messaggio più forte emerso dal workshop dal titolo “Il calore della terra: una risorsa da valorizzare. Il caso IKEA di Parma e le applicazioni più avanzate della geotermia”, che si è tenuto il 6 febbraio 2009 a Parma, per iniziativa dell’Agenzia Parma Energia allo scopo di approfondire tecnologie e usi della Geotermia in campo civile ed industriale, in sintonia con gli obiettivi programmatici della Comunità Europea, di cui l’Agenzia stessa è rappresentante nel Territorio di Parma.
La giornata di studio è stata dedicata la mattina al tema della ‘bassa entalpia’ (per la produzione di calore /refrigerio ad uso di climatizzazione degli ambienti) e, nel pomeriggio, si è passati all’analisi delle potenzialità legate alla così definita ‘alta entalpia’ ( che per produrre energia elettrica, sfrutta il calore di masse surriscaldate grazie alla presenza di attività idrotermale o magmatica). Per un quadro completo degli interventi si allega il programma.
L’argomento generale emerso dai confronti è stato appunto che l’Italia, in materia di normative sulla geotermia, è fanalino di coda rispetto all’Europa; in testa, troviamo Germania, Svizzera e Svezia. Il problema più spinoso è l’inquinamento delle falde acquifere che le perforazioni rischiamo di produrre.
Al workshop è stato ampiamente descritto il caso applicativo di IKEA a Parma, un progetto che è stato realizzato grazie anche alla collaborazione dell’Agenzia che ha fatto da tramite con la PA locale. Tra i primi in Italia a credere nella sostenibilità del geotermico, IKEA ha replicato l’esperienza dello store di Corsico (Milano) scegliendo di alimentare anche lo store di Parma con sonde geotermiche. “L’impianto – ha spiegato l’Ing. Sergio Giuseppini, responsabile del progetto per IKEA - è un sistema costituito da 213 geosonde chiuse a sviluppo verticale, con una potenzialità nominale di oltre 1200 kW frigoriferi e di 1200 kW termici che permetterà di risparmiare in un anno ben 2000 barili di petrolio, evitando così l’emissione di un quantitativo di CO2 paragonabile a quello “catturato” da una foresta di oltre 50.000 alberi.”
L’ Ing. Luca Tirillò, capo progetto per Ground Heat Systems International, la società che ha realizzato il sistema, ha spiegato che per evitare l’inquinamento delle falde acquifere hanno utilizzato un’apparecchiatura con tecnologia “a doppia testa di rotazione”. Una parte della macchina, la prima “testa”, appunto, disgrega il terreno, lo frantuma. Un’altra parte della macchina dopo pochi centimetri ricopre il foro ricavato con un mantello cilindrico di metallo. Questa ‘camicia metallica’ sostiene il foro e isola ermeticamente le falde, perché l’argilla che le separa vi aderisce perfettamente. Tutti i detriti finiscono nel mantello metallico e vengono spinti verso l’uscita del foro con aria compressa o acqua.
Dopo aver eliminato i detriti, si sfilano le aste interne di trivellazione in modo che rimanda solo una colonna piena di aria o acqua contenuta dall’armatura metallica.
Si inserisce la sonda geotermica e dal fondo del foro si inietta cemento. L’acqua o l’aria, meno dense del cemento, tendono a galleggiare verso l’uscita del foro che si riempie uniformemente di malta cementizia. L’ultima operazione consiste nello sfilare il rivestimento metallico del foro: per pressione naturale il cemento viene proiettato contro le pareti del foro sigillandolo ermeticamente. Viene così garantita la non comunicabilità delle falde e una buona conduttività del cemento indispensabile per l’efficienza dell’impianto.
Questa procedura tuttavia è stata contestata da Savino Basta, della Geotermica Saval Srl che è intervenuto sul tema “Principi di progettazione di impianti geotermici: metodi, costi, tempi di ritorno” proponendo altre soluzioni, alternative alla ‘macchina a due teste’ e che utilizzano la bentonite invece delle camice di rivestimento.
Di fondo manca appunto una linea guida ufficiale a tutela delle falde acquifere nelle applicazioni della geotermia.
Un gap che fa perdere all’Italia importanti opportunità. “Nonostante a Parma si siano avute diverse richieste per la realizzazione di impianti geotermici – ha infatti ammesso l’Ing. Gabriele Alifraco, Settore Ambiente Provincia di Parma- il buco normativo sulla materia ha ostacolato e tutt’ora ostacola l’applicazione di questa tecnologia”.
“Eppure - ha sottolineato Sergio Chiesa, CNR-IDPA di Milano - la geotermia è una fonte rinnovabile con tecnologia ad alta efficienza energetica. E’ disponibile 24 ore al giorno senza discontinuità e senza alcuna fluttuazione in qualsiasi condizione meteorologica, è reperibile con uniformità in qualsiasi regione del territorio e non necessita di spese di trasferimento e di sostituzione nel tempo in quanto il materiale utilizzato è chimicamente inerte e garantisce il mantenimento delle prestazioni. Nel dibattito sulla scelta delle risorse energetiche in Italia non viene analizzato a fondo il concetto di sostenibilità. Invece gli svizzeri da anni sostengono la geotermia proprio in base al principio di sostenibilità”.
In tema di normative l’Ing. Gabriele Alifraco, riflettendo su quale fosse la più corretta procedura di organizzazione per colmare la lacuna ha analizzato le normative della Regione Emilia Romagna, in particolare quelle relative alla Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA). “Manca un momento di esame congiunto del complesso delle problematiche poste dagli interventi geotermici con tutti gli Enti competenti e con i Servizi Ambiente, Energia, Programmazione. – ha lamentato Alifraco - Inoltre per tutelare le falde acquifere, a rischio di contaminazioni durante le perforazioni, sarebbe indispensabile un’autorizzazione preventiva dell’intervento allo scopo di tutelare una risorsa così indispensabile. Salvaguardare la risorsa idrica è e deve essere l’obiettivo di ogni azione in materia di geotermia. Occorre più chiarezza per tutti!”.
“In Italia – ha aggiunto Sergio Chiesa - manca, salvo rare eccezioni, una normativa chiara e coerente per le sonde geotermiche in generale e per le differenti tipologie di impianto in particolare, mentre in ambito europeo esistono, invece, degli standard e dei codici ben precisi su efficienza, sicurezza e durata degli impianti; sulla protezione ambientale relativa alla tecniche di perforazione e di posa degli scambiatori; sul rilascio di concessioni per lo sfruttamento della risorsa geotermica e sulla certificazione di abilità e qualità di installatori e perforatori. ” Il ruolo dell’Agenzia Parma Energia di supporto progettuale tecnico scientifico verso le strutture della PA e divulgativo-informativo a tutti i soggetti privati e pubblici interessati ai temi dello sviluppo delle fonti di energia rinnovabile si riconferma dunque quanto mai indispensabile.

 

Fonte: Areté Comunicazione

 

 

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Enhanced geothermal systemsJan. 2, 2009
Enhanced Geothermal Systems

La disponibilità di fonti energetiche rinnovabili, e non, è oggetto di continua attenzione nel nostro Paese; il tema energetico e le possibili risposte attivabili, fra le quali lo sviluppo delle energie rinnovabili e l'aleggiato rientro italiano nel nucleare, sono oggetto di continui dibattiti sui media Fra le energie rinnovabili indichiamo quella geotermica, molto promettente ma oggi molto trascurata: a Larderello (Toscana) l'ENEL trae dalla geotermia il 20% del totale energetico regionale (2% a livello nazionale), a costi competitivi. La geotermia "tradizionale" è però possibile solo in situazioni geologiche particolarmente favorevoli, è quindi considerata come fenomeno locale e di "nicchia". Il nostro paese presenta però anche rilevanti giacimenti "non tradizionali" sfruttabili tramite la "geotermia avanzata"- EGS (Enhanced Geothermal Systems), modalità di "geotermia artificiale" necessitante però di tecnologie innovative, oggi allo stato iniziale, ed in Italia poco conosciute e per nulla studiate. Negli anni '80, con le prime crisi energetiche, il ministro Donat Cattin, richiese (obbligò) ENEL ed ENI a cooperare sul geotermico; attraverso tale cooperazione si effettuarono un migliaio di prospezioni nelle aree italiane geotermicamente più favorevoli, traendo una mappa delle potenzialità geotermiche complessive.

Continua...
 
 
 
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Impianti geotermici italiani in Nevada - USADec. 29, 2008

Impianti geotermici italiani in Nevada - USA

Sono in via di completamento nella Contea Churchill (Nevada) due innovativi impianti geotermici di Enel North America. L'entrata in produzione di Stillwater e Salt Wells, spiega Enel in una nota, contribuira' all'obiettivo dello Stato americano di realizzare il 20% della produzione da fonti rinnovabili entro il 2015.

Con una capacita' installata complessiva di 65 MW lordi, le due centrali produrranno circa 400 milioni di chilowattora all'anno, in grado di soddisfare i consumi di circa 40.000 famiglie americane, evitando cosi' l'emissione in atmosfera di oltre 300 mila tonnellate all'anno di CO2. "Forte della sua esperienza ormai centenaria in Italia -afferma Francesco Starace, Direttore della nuova Divisione Energie Rinnovabili- Enel e' oggi protagonista della geotermia anche negli Stati Uniti con un impianto gia' operativo e un portafoglio di progetti in stadio avanzato di sviluppo per una capacita' di oltre 150 MW in Nevada, California e Utah".


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Geotermia e Pompe di CaloreDec. 28, 2008

 

 

Breve introduzione alla geotermia

 

Uno dei sistemi di riscaldamento da fonti rinnovabili meno conosciuti è sicuramente rappresentato dagli impianti basati sullo sfruttamento dell’energia geotermica o più in generale della geotermia. Questo genere di impianto sfrutta la differenza di temperatura tra i vari strati del terreno per riscaldare o raffreddare, attraverso una pompa di calore, il liquido contenuto nel circuito dell’impianto di riscaldamento e condizionamento.
Ad un primo approccio un tale sistema lascia abbastanza perplessi in quanto non è facile capire come sia possibile ricavare calore dal terreno se non in presenza di particolari condizioni geologiche. Sembrerebbe quindi un sistema utilizzabile solo in certe zone. In realtà non è così, come si evince da alcune ricerche che abbiamo effettuato. Anche in questo caso, è abbastanza difficile poter fornire cifre esatte riguardo a rendimenti, efficienza e costi. Riguardo alle problematiche connesse a questo genere di impianti c’è da dire che anche in questo campo il nostro paese è molto arretrato e lo sfruttamento dell’energia geotermica avviene da diversi anni in molte parti del mondo. Vediamo ora più in dettaglio l’argomento.

Che cos’è
Iniziamo con il concetto base: il terreno infatti contiene una inesauribile sorgente di calore: la temperatura, man mano che si scende sotto terra, aumenta grazie all'energia geotermica che dal nucleo terrestre si dirige verso la superficie. Il terreno, inoltre, si riscalda grazie al sole ed è in grado di assorbire circa la metà dell’energia che riceve. Tecnicamente possiamo dire che le temperature del globo sono crescenti man mano che si scende in profondità, in media ogni 100 metri la temperatura delle rocce aumenta di +3 °C (quindi 30 °C al Km e 300 °C a 10 Km). Questo è valido però solo per quanto riguarda la crosta terrestre, nel resto del globo l'aumento di temperatura con la profondità (detto gradiente geotermico) è sensibilmente minore e varia tra 0.3 °C/km e 0.8 °C/km.
Parlando di “geotermia” dobbiamo anche fare una distinzione tra quella classica che sfrutta anomalie geologiche e vulcanologiche per produrre energia elettrica tramite il vapore estratto dal sottosuolo (come nel caso di Lardarello in Toscana) oppure che sfruttano l’acqua calda sempre estratta dal terreno come avviene in alcune zone italiane.
Questa non è però la forma di geotermia che interessa i nostri scopi. Noi prendiamo in considerazione quella che viene definita “geotermia a bassa entalpia”, termine tecnico che indica lo sfruttamento del sottosuolo come serbatoio termico dal quale estrarre calore in inverno ed al quale cederne in estate. In base a questo concetto è facile capire le ragioni per le quali il sistema è utilizzabile in qualsiasi zona, dal mare alla montagna passando per le pianure e le città: basta avere la possibilità di poter accedere al terreno.
Lo scambio di calore con il terreno avviene sfruttando un sistema costituito dalle cosiddette “sonde geotermiche” che non sono altro che una serie di tubazioni inserite nel terreno. Da quanto dichiarato dai produttori ed installatori di impianti geotermici, il solo calore del terreno (in abbinamento alla pompa di calore che funziona elettricamente e comunque assorbe energia) è sufficiente per un completo riscaldamento e raffrescamento di ambienti di svariate dimensioni, senza alcun limite e senza l’utilizzo di caldaie per un apporto termico aggiuntivo durante i periodi più freddi.
E’ sufficiente disporre di un numero di sonde geotermiche adeguate alle dimensioni degli ambienti da riscaldare. Le pompe di calore sono disponibili da circa 50 anni e la tecnologia ha raggiunto una maturità tale da garantire efficienza ed affidabilità. Questo tipo di macchine ha il vantaggio di fornire più energia (calore) di quanta ne viene richiesta per funzionare in quanto il sistema assorbe calore da un mezzo esterno. Gli elementi principali di un impianto di riscaldamento/raffrescamento sono quindi costituiti dalle sonde geotermiche inserite nel terreno, dalla pompa di calore installata all’interno dell’edificio e dal sistema di distribuzione del calore agli ambienti attraverso i cosiddetti “terminali a bassa temperatura”.
I terminali di un impianto di riscaldamento possono essere costituiti dai classici radiatori (i caloriferi), da ventilconvettori o da impianti radianti a pavimento e parete. Solitamente i radiatori classici lavorano con temperature elevate (in media tra i 65 ed i 70° C) mentre gli impianti a pannelli radianti a pavimento, parete o soffitto lavorano a temperature di 30-35° C. Per questo motivo sono definiti “terminali a bassa temperatura”. Questa è una distinzione importante in quanto, sebbene gli impianti geotermici possano funzionare anche con terminali classici, il riscaldamento del liquido a temperature elevate richiede un quantitativo di energia che vanifica i vantaggi offerti dall’impianto geotermico.

Sonde e collettori
Abbiamo parlato di sonde geotermiche per lo scambio di calore con il terreno. In realtà anche su questo componente dell’impianto sono necessarie alcune distinzioni. Le sonde sono costitute da una coppia di tubi uniti tra loro (uno di andata ed uno di ritorno) per formare un circuito chiuso all’interno del quale circola un apposito fluido (miscela di acqua ed anticongelante). Le sonde geotermiche vengono inserite nel terreno attraverso perforazioni verticali di profondità variabile tra i 50 ed i 150 metri in funzione dell’energia termica richiesta. Le sonde sono poi collegate ad un apposito collettore collegato alla pompa di calore.
Il vantaggio di questo sistema è rappresentato dal ridotto ingombro (le sonde possono essere inserite sotto l’edificio prima della costruzione) e dalla possibilità di generare il raffreddamento estivo. In alternativa alle sonde è possibile utilizzare un impianto a pozzo costituiti da due pozzetti, uno di prelievo con al proprio interno una pompa sommersa, ed uno di rimando. Il fluido caldo prelevato viene inviato alla pompa di calore che ne estrae il calore attraverso un apposito scambiatore e quindi rimandato nel terreno dove torna a scaldarsi. Questo tipo di soluzione è molto economica ed offre una resa maggiore in confronto alle sonde o ai sistemi orizzontali e sono molto validi su impianti di potenza medio-alta.

Un terzo sistema è rappresentato dai cosiddetti “collettori orizzontali” costituiti da tubi di plastica costituenti una serpentina interrata orizzontalmente ad una profondità di circa 1,5 metri. Il sistema a collettore orizzontale ha il vantaggio di offrire costi di realizzazione contenuti ma presenta il lato negativo derivante dalla grande superficie utilizzata che diventa non più edificabile. Funzionamento dell’impiantoPer i nostri scopi prendiamo in considerazione un sistema basato sull’utilizzo di sonde che funziona quindi nel seguente modo: durante l'inverno il terreno ha una temperatura generalmente superiore a quella esterna, il fluido scende in profondità attraverso le sonde, sottrae calore al terreno e torna in superficie ad una temperatura maggiore provocando l'evaporazione del refrigerante che circola nel sistema della pompa di calore, il liquido quindi si espande assorbendo calore dalla sorgente esterna
All’uscita dell'evaporatore il fluido, ora allo stato gassoso, viene aspirato all'interno del compressore azionato da un motore elettrico. Questo fornisce energia meccanica che viene usata per comprimere il fluido che, in conseguenza dell’aumento di pressione, si riscalda venendosi così a trovare nelle condizioni ottimali per passare attraverso un condensatore (scambiatore). In questa fase si ha un nuovo cambiamento di stato del fluido, che passa dallo stato gassoso a quello liquido cedendo calore all'acqua (o all’aria) utilizzata come fluido vettore per il riscaldamento degli ambienti o per la produzione di acqua sanitaria.
Il ciclo termina con la sua ultima fase dove il liquido passa attraverso una valvola di espansione trasformandosi parzialmente in vapore e raffreddandosi, riportandosi così alle condizioni iniziali del ciclo. Lo stesso sistema, con opportuni accorgimenti impiantistici atti ad invertire il ciclo, può essere usato per il raffrescamento estivo sottraendo calore dagli ambienti per cederlo al terreno. In generale per il condizionamento estivo. Con le pompe di calore si ha quindi il vantaggio di sfruttare una sola macchina reversibile in grado di invertire le funzioni dell'evaporatore e del condensatore, fornendo così caldo in inverno e fresco in estate.

Da quanto dichiarato da diversi produttori di sistemi, una pompa di calore collegata ad una sonda geotermica inserita a circa 100 metri di profondità, è in grado di estrarre dal terreno una potenza sufficiente per riscaldare una abitazione unifamiliare standard. Sembrerebbe quindi che dopo l’installazione un impianto geotermico sia sufficiente per garantire la completa indipendenza di una normale abitazione. Niente più caldaie e quindi niente consumi di metano o GPL.

Da quanto dichiarato sembrerebbe proprio così. E’ però necessario considerare anche l’energia elettrica assorbita dalla pompa di calore. Vediamo la descrizione tratta dal sito di un produttore del settore. Efficienza di una pompa di caloreL'efficienza di una pompa di calore è rappresentata dal coefficiente di prestazione COP (Coefficient of Performance), inteso come rapporto tra l'energia termica resa al corpo da riscaldare e l'energia elettrica consumata perché possa avvenire il trasporto di calore medesimo. Un valore di COP tipico di un sistema piuttosto efficiente, può essere considerato pari a 3 (valori normali sono compresi tra 3,5 e 4,5): ciò significa che per ogni kWh di energia elettrica consumato, la pompa di calore renderà 4 kWh d'energia termica all'ambiente da riscaldare. La termodinamica ci insegna, ma ce lo suggerisce anche il buon senso, che il lavoro necessario per portare l'energia termica da un livello di temperatura più basso ad uno più alto è proporzionale a tale dislivello o salto di temperatura.
Da ciò consegue la prima buona regola energetica di utilizzare per il riscaldamento di ambienti abitati, che vanno mantenuti a temperatura di comfort intorno ai 20º, temperature per i fluidi di riscaldamento degli impianti non superiori ai 35º sufficienti allo scopo. Con acqua disponibile a 10º-15º, il salto di temperatura è conseguentemente di solo 20º-25º e, in queste condizioni, il rapporto tra calore reso all'impianto di riscaldamento e la potenza richiesta dalla pompa di calore nelle buone macchine moderne si aggira intorno a 4, potendo giungere anche a 5. Ciò significa che, spendendo 1 kW elettrico per l'azionamento dell'impianto si ottengono almeno 4 kW termici per l'utenza; gli altri 3 KW, ovvero il 75% del fabbisogno termico, vengono prelevati dall'ambiente e, più precisamente, nel caso da noi ipotizzato, dal sottosuolo; di conseguenza si può propriamente parlare di fonte "geotermica". VantaggiLa realizzazione di un impianto geotermico completo (riscaldamento + raffrescamento) è senz'altro la soluzione più conveniente, in quanto comporta un minor tempo di ammortamento del costo dell'impianto.
Alcuni dati di letteratura mostrano infatti un costo specifico medio per unità di calore prodotto pari a 1/3 di quello di un impianto tradizionale con caldaia a gasolio e 1/2 di quello di un impianto tradizionale con caldaia a metano. CostiIl costo è funzione del carico termico dell'edificio, ovvero di quanto calore l'edificio ha bisogno, e del tipo di sottosuolo dal quale si preleva calore. Tuttavia, ipotizzando dei dati medi, per una abitazione di 150 mq sono necessari 17.000 €.

Descrizioni ed analisi basate su documenti pubblici reperibili in internet. Sono stati inclusi testi tratti dal sito Geotermica Saval Srl.

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Paesi Bassi. Geotermia da una ex miniera di carboneDec. 28, 2008

Paesi Bassi: geotermia da un’ex miniera di carbone.

Succede a Heerlen, cittadina dei Paesi Bassi, dove una vecchia miniera di carbone oramai abbandonata da oltre 30 anni è stata convertita in una moderna fonte di energia geotermica. Si tratta del progetto Minewater, entrato in funzione recentemente per fornire riscaldamento e climatizzazione a 350 edifici tra abitazioni ed esercizi commerciali del centro urbano olandese. Il sistema sfrutta i rami sotterranei della cava ora completamente inondati di acqua, che a quella profondità segna una temperatura di 32° C, e a cui si accede attraverso cinque pozzi scavati successivamente in diverse zone, ciascuno di 700 metri di profondità. I pozzi in questione pompano l’acqua in superficie ad una velocità di 80 metri cubi l’ora, portando la massa ad una temperatura di 28° C. A questo livello un impianto ne estrae il calore per indirizzarlo al sistema idraulico dei radiatori, mentre l’acqua, ormai raffreddata, viene rispedita 450 metri sottoterra. Un nuovo modo per dire “veramente” addio ai combustibili fossili.

Geotermica Saval Srl

 

TAG: IMPIANTI GEOTERMIA

 

 

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Al petrolio piace il geotermicoDec. 27, 2008

Sembra che importanti investitori USA si stiano orientando verso gli investimenti nell'energia geotermica, e si fanno grossi nomi: da Warren Buffett a Google Inc.. Specialmente quest'ultima spinge molto sull'acceleratore, donando 10 milioni di $ ad un laboratorio per le ricerche geotermiche e pressando il governo statunitense perché investa nella ricerca.Il Los Angeles Times racconta la storia di un impianto geotermico attivo nel Nevada, che produce energia sufficiente a tutti gli abitanti della città di Reno (quella famosa per i casinò e i divorzi lampo). Pur godendo di tale fortuna, i cittadini, come racconta il responsabile dell'impianto "non sanno neppure che esiste", tanto è silenzioso e discreto e pulito.Il Nevada ha altri 45 progetti analoghi, e riferisce un ricercatore: "Mi sono occupato di geotermia per 25 anni, e non ho mai visto una cosa simile. Il denaro sta cadendo dal cielo."Chissà che Beppe non abbia davvero ragione... In fin dei conti, è proprio la geotermia che sta salvando l'Islanda dal disastro definitivo!

Fonte: http://petrolio.blogosfere.it
TAG: IMPIANTI GEOTERMIA

 

 

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Geotermia targata Italia in UKDec. 24, 2008
 
Nuova significativa affermazione della geotermia italiana nel Regno unito: tramite il proprio distributore AERMEC UK Limited, l'azienda veronese ha fornito otto coppie di pompe di calore acqua-acqua NBW/NLW-H che costituiranno il cuore di un sistema geotermico che sarà realizzato dal gigante dell'arredamento domestico IKEA a Coventry.L'IKEA si è proposta di ridurre al minimo l'impatto ambientale di tutte le proprie operazioni. Per questo motivo ha fissato alti standard nella costruzione di un nuovo negozio che andrà costruito nel centro di Coventry su un terreno precedentemente adibito allo sviluppo industriale.Sistema geotermico con pozzi d'acquaL'acqua viene pompata in superficie per raffreddare e riscaldare usando una ridotta quantità di potenza.In Gran Bretagna i sistemi geotermici sono per la maggior parte progettati per fornire solo una parte dell'energia richiesta per il raffreddamento e il riscaldamento, mentre la rimanente porzione viene fornita da sistemi tradizionali a combustibili fossili. Gli esperti di energie rinnovabili e di HVAC della TCS (Totale Concept Solutions) sono stati interpellati dall'IKEA per lo sviluppo di un progetto geotermico in grado di generare la totalità dell'energia richiesta per il riscaldamento dell'edificio, per il condizionamento e per la produzione di acqua calda sanitaria: 1500 kW di potenza termica o frigorifera oltre a 300 kW per l'acqua sanitaria.Le pompe di calore di AERMEC sono state individuate come le più idonee per la realizzazione del progetto.In quanto parte di un sistema ad anello aperto, sono stati scavati sul posto quattro pozzetti dal diametro di 550 mm e distanti tra loro 120 metri. Due di essi vengono utlizzati per l'estrazione di acqua da falda acquifera su letto di arenaria situato in profondità sotto la superficie, mentre i rimanenti due riportano l'acqua alla falda. Il trasferimento di calore avviene utilizzando uno scambiatore per assicurare l'integrità dell'ambiente circostante in modo che non ne risulti compromesso.Il vantaggio nell'utilizzo di energia geotermica consiste nel suo essere costante e prevedibile. Pompata da pompe sommerse in ogni pozzetto, l'acqua sul terreno dell'IKEA raggiunge la superficie ad una temperatura costante di 12°C a 20 litri al secondo.
 
Approfondimenti
 
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55% per pompe di calore solo se si sostituisce integralmente l'impiantoDec. 22, 2008
´Agenzia delle Entrate ha precisato che la detrazione del 55% delle spese sostenute per interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale ( art. 1 comma 347 L. 296/2006) con pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia è sfruttabile solo se l´intervento consiste nella sostituzione integrale dell´impianto preesistente.Se la pompa di calore è utilizzata semplicemente per integrare l'impianto esistente o per una sostituzione parziale la detrazione non è ammissibile. La precisazione è contenuta nella Risoluzione n. 458/E del 1 dicembre 2008.

Fonte ACCA

Geotermica Saval Srl
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Geotermia BergamoDec. 21, 2008
Energie alternative - Il sistema che prevede lo scambio di calore con il sottosuolo ha già trovato applicazioni pratiche in alcune abitazioni, e sempre più famiglie scelgono questa tecnologia
 
Bergamo News - 21/12/2008

In città spuntano le prime case con riscaldamento geotermico
 
 
A Bergamo spuntano esempi di riscaldamento geotermico. Dopo l'articolo di Bergamonews, che approfondiva la "provocazione" lanciata dall'Università, le segnalazioni si moltiplicano. C'è la nuova scuola per l'infanzia di via Codussi, come ha ricordato il Comune, ma qualcosa si muove anche nell'edilizia privata. "Il sistema ha dato prova di funzionare bene" dicono gli inquilini.
"...per pescare il calore del suolo siamo scesi fino a 100-150 metri di profondità". La spesa va dai seimila ai diecimila euro in più per appartamento rispetto ai prezzi di mercato. Questo per quanto riguarda le case nuove, per le abitazioni vecchie l'installazione dell'impianto avrebbe costi molto elevati". L'investimento ha un buon ritorno sia dal punto di vista del risparmio che del contributo all'ambiente: "La resa del riscaldamento geotermico è buona, specialmente se lo si abbina a un buon isolamento. Certo, c'è il costo della bolletta elettrica per far funzionare la pompa di calore, ma il risparmio è comunque garantito. E poi si azzerano le emissioni. Nella casa di via Verdi siamo andati oltre, eliminando anche il gas. La cucina funziona infatti ad induzione". In parole povere, l'acqua della pasta viene scaldata sfruttando un principio magnetico. La geotermia insomma fa proseliti.
 
 
 
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Geotermia in AfricaDec. 11, 2008

La geotermia della Rift Valley darà energia all´Africa
  
L´utilizzo del "vapore della terra" per creare energia ha ormai più di un secolo, ma la geotermia è pronta per diventare il futuro energetico dell´Africa orientale e a trasformare la Rift Valley nella grande centrale geotermica del XXI secolo.

La notizia arriva mentre in Paesi poveri del mondo, come Guatemala e Papua Nuova Guinea, si sta puntando sul geotermico come alternativa ai combustibili fossili.

L´Environment programme dell´Onu (Unep) e il Global environment facility (GEF) hanno annunciate il completamento del completamento del progetto sperimantale di prospezioni in Kenia che avrebbe superato tutte le aspettative: i pozzi geotermici sarebbero in grado di produrre da 4-5 MW a 8Mw di elettricità, il che potrebbe portare a un risparmio di 75 milioni di dollari della bolletta petrolifera con la messa in opera di impianti geotermici per a 70MW installati.

Risultati eclatanti e molto interessanti anche per gli investitori, che aprono la strada ad uno sfprzo internazionale per espandere la geotermia lungo tutta la ciclopica frattura della Rift Walley che corre da Gibuti al Mozambico.
Così il progetto, finanziato dal Gef e che coinvolge l´Unep e la Kenyan power company KenGen, potrebbe cambiare le prospettive della geotermia nel pianeta. Il progetto kenyano è stato sviluppato in tre anni utilizzando le tecnice "Micro Seismic" e "Magneto Telluric surveys" e studi per individuare i siti di perforazione più promettenti in località come Olkaria e Naivasha, a solo un´ora d´auto dalla capitale Nairobi. Un impianto geotermico era già operativo nell´area da circa 25 anni e produce 45MW, mentre un´altro messo in funzione nel 2000 ha una capacità di 70 MW. Le nuove tecniche evitano la grande dispersione di vapore e hanno individuato pozzi con potenziale energetico molto più elevato.

L´importanza del progetto la spiega bene il direttore dell´Unep: «Combattere il cambiamento climatico e contemporaneamente ottenere che due miliardi di persone abbiano accesso all´energia, sono tra le sfide centrali di questa generazione. La geotermia è al 10% locale , rispettosa ed amica dell´ambiente, una tecnologia che è stato sotto-utilizzata per troppo tempo. Ci sono almeno 4000MW di energia elettrica pronti per essere raccolti lungo la Rift. E´ giunto il momento di adottare questa tecnologia a vasto raggio al fine di fornire mezzi di sussistenza, per lo sviluppo di energetico e per ridurre la dipendenza dagli inquinanti ed imprevedibili combustibili fossili. Dal luogo in cui il genere umano hanno fatto i suoi primi passi sta emergendo una delle risposte per la sua sopravvivenza su questo pianeta».

Secondo Monique Barbut, presidente del Gef «Superare sotto il profilo economico e tecnico gli ostacoli alla produzione di energia rinnovabili è parte della nostra responsabilità condivisa. Il lavoro nella Rift Valley dimostra che la geotermia non è solo tecnologicamente fattibile, ma efficace per i paesi dell´Africa, dove esiste un potenziale globale di almeno 7000MW». Speriamo che la Rift Valley Africana diventi il faro per una accelerazione future della geotermia in termini di dimensioni e di numero di centrali elettriche a fianco la sua diffusione geografica in tutto il mondo sviluppato e in via di sviluppo».

Due anni fa il Gef ha approvato un finanziamento di 18 milioni di dollari per l´Africa Rift Valley Geothermal Development Facility (ARGeo), un progetto che coinvolge anche Banca mondiale e Unep e che prevede prospezioni geotermiche in Eritrea, Etiopia, Gibuti, Kenya, Uganda e Tanzania, le attività di perforazione dovrebbero iniziare già nel 2009. ARGeo ha un forte sostegno da parte dell´Islanda, il leader mondiale del geotermico, che produce con l´energia della terra il 90% del suo fabbisogno di elettricità, ma anche della Germania che punta molto sull´innovazione tecnologica legata alla geotermia.

Gli impianti kenyani hanno chiesto anche di essere inseriti tra le attività che usufruiscono del Clean development mechanism del Protocollo di Kyoto per un´ulteriore espansione di 35MW.

Per il Kenya la geotermia si sta rivelando una vera e propria benedizione: attualmente il Paese africano produce energia elettrica per circa 1.000 MW, utilizzando soprattutto impianti idroelettrici che sono sempre più in crisi a causa della diminuzione delle piogge, con la geotermia il governo di Nairobi pensa di produrre 1.200 MW entro il 2015.

Intanto sono arrivati anche gli immancabili cinesi che si sono accaparrati lo sviluppo e la gestione del nuovo impianto Olkaria IV che secondo Gef ed Unep dovrebbe essere costituito, con l´utilizzo delle nuove tecnologie, da soli 30 pozzi rispetto ai 30 necessari con i vecchi metodi, con un risparmio di realizzazione valutato in 5 milioni di dollari a pozzo.

Intanto anche dall´altra parte del mar rosso, nello Yemen, sono in corso colloqui con il ministero delle acque e dell´ambiente per avviare prospezioni geotermiche fin dai primi mesi del 2009.
La geotermia sta suscitando l´entusiasta attenzione di tutti i Paesi dell´area e anche le Isole Comore, la Repubblica democratica del Congo e il Rwanda hanno chiesto di partecipare al progetto.
 
 
Fonte: www.greenreport.it


http://www.geotermicasaval.it  

http://www.geotermia.org   

http://www.manualegeotermia.it 

 

 

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